ABOUT ME

ACTRESS, Dreammaker AND a mother

Half Piedmontese and half Sicilian, half in cinema and half in healing arts, I live and work between acting and “dreaming,” between the perception of coincidences and the extraordinary nature of the flow… on a bridge between the manifested and the unmanifested.
As an actress, I have worked with directors such as Peter Greenaway, Marco Bellocchio, Louis Nero, Franco Nero, Mamadou Dioume, Riccardo Struchil, Laura Luchetti, and actors such as F. Murray Abraham, Harvey Keitel, William Baldwin, Geraldine Chaplin, Christopher Lambert, Kabir Bedi, and Maria De Medeiros.
As a dream creator (author, director, and creator…), I use and explore various artistic tools to investigate and disseminate themes related to self-improvement, personal growth, and the sacred feminine.

Origins and Education

Born in Turin in 1982, half Piedmontese and half Sicilian. Passionate about photography since childhood, in 2003 I played a small role in Peter Greenaway’s The Tulse Luper Suitcases II, an experience that ignited my love for the set.
I studied various acting methods—from the Actor Studio to theatrical biomechanics and dubbing—finding my mentor in Mamadou Dioume.
I graduated with a degree in Sociology with a thesis on female directors and, in 2014, I signed my debut work Registe, dialogando su una lametta (Directors, talking on a razor blade), a documentary film dedicated to Elvira Notari and female cinema.
Over the years, I have combined acting with photography and directing, exploring the entire language of cinema.

Art as Research and Transformation

I grow in balance between introspection and creativity, between the desire to “be happy” and the desire to “be whole.”
My encounter with Mamadou Dioume and the performing arts became a journey of self-discovery.
Through my work as an actress and director, I understand that art can transform suffering into awareness and pain into beauty.
I create works that combine cinema, philosophy, and spirituality—such as Beata Beatrix and Ophelia—blending pictorial language, symbolism, and introspection.

BIOGRAFIA

Born in Turin in 1982, half Piedmontese and half Sicilian. Passionate about photography since childhood. Thanks to a coincidence that led me, in 2003, to play a small role in The Tulse Luper Suitcases II by Peter Greenaway, I fell in love with the atmosphere and silence breathed on set.
I studied various acting methods – from the Actor’s Studio technique to theatrical biomechanics and dubbing – eventually finding my mentor in Mamadou Dioume, actor in Peter Brook’s company. I paired my training with acting work, taking part in several films and short films.

I realized that acting can be a path of personal exploration and growth, but I felt the need to go further; soon I began to take interest in the full functioning of the film machine, combining my acting career with photography and assistant directing.

In 2010, I graduated in Sociology with a thesis titled “Women Behind the Camera. A Gender Perspective on Directing”, a first step that led me, in 2014, to sign my debut work Registe, dialogando su una lametta, a documentary film on cinema pioneer Elvira Notari, interpreted by Maria De Medeiros, and on female-driven filmmaking.

On the many sets I’ve been fortunate to experience, I have acted alongside great film icons, having the privilege of being moved by Harvey Keitel and Academy Award winner F. Murray Abraham, laughing at the inventiveness of Geraldine Chaplin, observing the gentle soul of Rutger Hauer or that of William Baldwin, learning from Franco Nero or Christopher Lambert, admiring the flawless Maria de Medeiros and the magnetism of Kevin Spacey, or being astonished to see Kabir Bedi meditating between takes of an action scene.
So many artists who transformed their lives into their artwork.

In September 2020, Maya was born – an extraordinary being who opened me to a new life and inspired my exploration of motherhood as a powerful path of female empowerment. This led me to create two podcasts and the website www.maya.vision
.

In 2023, I signed my first fiction direction: Beata Beatrix, a short film blending pictorial art and cinema, in which I portray Elizabeth Siddal, muse of Dante Gabriel Rossetti, a leading figure of the Pre-Raphaelite Brotherhood. I also directed the Virtual Reality short film OPHELIA, about the making of the iconic painting by John Everett Millais. 

…CHE POTREBBE ANCHE ESSERE:

Nasco tra Piemonte e Sicilia, nella paradossale ricerca d’equilibrio.

Vengo immortalata in centinaia di foto, tra l’odore di libri, quadri e biscotti alla nocciola.
Assisto stupita al duello della manifestazione. Ascolto voci troppo alte. Mi sento schiacciata da fiamme divampanti che i miei occhi provano invano a spegnere con la loro acqua apparentemente infinita.
Respiro il profumo d’erba tagliata, ascoltando il canto dei grilli ed osservando le ombre delle persiane che giocano con il bianco muro al mio fianco.

Mi diverto a comandare organizzando laute feste per le mie giovani amiche con annessi giochi e regali a volte più grandi di quelli ricevuti.

Arriva l’adolescenza e cambia qualcosa, che mi costringe ad allontanarmi dal mio mondo magico.
Mi crolla il balcone sotto i piedi…
Ma poi, io, ora trio, mi diverto a sentirmi una cosa sola, ballando, inebriata e grata.

Incontro l’arte recitativa, la sacralità del set cinematografico, la forza dei sogni condivisi… e il maestro Mamadou Dioume che, ripetendo “Solo un vero essere umano può essere un vero attore“, mi invita alla connessione tra corpo, arte e ricerca di sé, permettendomi di aprire una delle porte più importanti della mia vita.

Appaiono sempre più luminosi Upaguri* e, con stupore e lentissima comprensione, capisco che mi stanno indicando quell’inafferrabile mondo straordinario che inconsapevolmente mi ha fatto tanta compagnia durante la mia infanzia.
Realizzo, per la prima volta (leggendo un libro del filosofo Uspenskij imprestatomi dal regista Louis Nero), di nuovo su di un balcone, che ciò a cui pensavo era già stato pensato da tanti, tantissimi… e questa scoperta mi riempie il cuore, galvanizza, rassicura e ispira.

Alla domanda cosa vuoi fare da grande rispondo “Essere felice”.
Sacrifico a malincuore alcuni dei miei Upaguri, ne scelgo con entusiasmo altri… quelli più complicati. Perché forse chi davvero tiene le redini è la leonessa nascosta in me… che sa che le cose più difficili col tempo si rivelano le più giuste e che “puoi crescere davvero solo confrontandoti con chi è più forte di te“.

Comincio ad ascoltare la mia intuizione. Trasformo parte del mio buio in un film documentario sulle registe donne, portate a simbolo di rinascita.

Sogno, ricerco, e finalmente vedo i collegamenti che uniscono tradizioni apparentemente lontane.
Accedo a rituali antichi, celati tra la nebbia torinese. Sento i Brividi nel mio cranio frontale.

Grazie all’Arte, lavoro per mantener vivo quel fuoco che mi permette di attraversare la sofferenza e trasformarla
per arrivare a rispondere sempre più a fondo a quelle intime domande che solo cuoremente e corpo, collaborando, possono mostrare.
Per mantenere vivo il coraggio di addentrarmi sempre più nel viaggio verso la Meraviglia

Incontro Alessandra Comneno, rappresentante della tradizione sciamanica Maya Tolteca, che mi conduce in un faticoso e importante lavoro coronato con un “atto psicomagico” (A. Jodorowsky) che mi cambia per sempre, aprendomi alla maternità. 
Raggiunta la maggiore età tra me e il compagno di avventura di una vita, ad un dolcissimo “Sei sicura!?”, inizio nel potente Kenya l’avventura più straordinaria: divento madre di un’anima che mi appare così antica, pura, luminosa, saggia… Un big bang che non finirò mai di benedire… e che mi apre ad un’infinità di mondi, compreso quello della nascita consapevole e rispettata che si manifesta grazie alla scrittrice e ostetrica Verena Schmid con cui inizio a lavorare sul tema, innamorata del suo valore simbolico, iniziatico e trasformativo.

Ora rileggo il significato del nome DIANA: “splendente, luminosa”… ripenso ad un maestro che mi disse “Nessun nome viene dato per caso” e allora, mi rimbocco le maniche, credendo che sia meglio lavorarci, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo. 🙂

Affronto il buio -ereditato- portando a suo simbolo la storia di Lizzie Siddal, musa dei Preraffaelliti. 
E poi incontro il mondo delle Dee…

Alla domanda cosa vuoi fare da grande ora non rispondo più “Essere felice” ma “Essere integra”.

 

*Nell’Induismo l’Upaguru è quella cosa, persona, idea o avvenimento grazie al quale la vita cambia direzione.