IL LODATORIO
Una performance di Diana Dell’Erba
“Ci esercitiamo a donare complimenti?”
Un luogo immaginario nel quale la paura della separazione è sostituita dal bisogno di liberarsi e diventare se stessi, spogli da preconcetti e aspettative… per guardarsi negli occhi e riconoscere la Bellezza condivisa e celata all’interno di ognuno di noi. Un’installazione a forma di serotonina, conosciuta come l’ormone del buonumore. Uno spazio sacro per svelare ciò che, attraverso l’estasi dell’incontro, ci unisce. L’invito ad entrare in uno spazio simbolico, un nuovo “territorio personale”, e incontrare lo sguardo di chi è accanto a noi. Osserviamo la Bellezza della persona che abbiamo di fronte, vediamo la sua essenza e esprimiamo ciò che di positivo riusciamo a vedere. Consapevoli della separazione, riconoscendoci nel riflesso dell’altro, possiamo ricreare l’ormone del buon’umore e riscoprire il potere dell’unione. In questo nostro tempo in cui parliamo tanto di “haters”, lavoriamo per creare i “lovers”.
2020 “IL LODATORIO” presso Paratissima Bologna Art Fair | NEEDS
Performance di Diana Dell’Erba
Installazione di Michela Rota
Realizzazione Elisabetta Dotta
#accoglienza #ascolto #incontro
Uno spazio confinato accoglie la performance: due cilindri tangenti rappresentano la serotonina, diffusamente conosciuta – anche se non scientificamente validato – come l’ ”ormone del buonumore”. Nel pentagono si trova Diana, nell’esagono entrano, uno alla volta, i visitatori.
L’installazione a forma di serotonina. Una scritta invita ad entrare:
“Entra nel mio petto, non temere che ‘l mio dir sia grave…”
All’interno il visitatore trova una sedia pronta ad accoglierlo. Davanti ad essa un sipario, realizzato con tessuti velati sovrapposti, funge da filtro e fa intravedere – attraverso alcuni tagli – Diana, la performer.
Osservato ed osservatore iniziano un’interazione. Ognuno di loro si trova in uno spazio definito con propri confini fisici ed emotivi che ci propongono il tema dell’esistenza e del rispetto dello spazio personale.
Proveniente da dietro il velo, si ode una voce femminile che invita il visitatore a sedersi.
Inizia il tempo della lode. L’attrice inizia a donare complimenti spostando gradualmente i veli. Complimenti sulla fisicità pian piano si trasformano mettendo in luce caratteristiche che emergono dallo sguardo dell’osservato, con l’intento di lodare e ricercare le peculiarità di un animo puro, buono.
Osservato ed osservatore si trovano a confronto, faccia a faccia, senza nessun filtro che li separi.
Il suono di un piccolo gong scandisce la fine della performance. La voce tace.
Le due persone, non più divise, si trovano di fronte. I ruoli osservato/osservatore sono svaniti.
Si guardano in silenzio per alcuni secondi, vedendo negli occhi dell’altro il proprio riflesso.
Il velo di Maya è caduto. L’io non esiste più. Osservato e osservatore sono uno il riflesso dell’altro.
Diana porge un augurio scritto al suo ospite che si allontana:
“Non vi è effetto più disarmante che quello provocato da un complimento inaspettato.”
“ There is no effect more disproportionate to its cause than the happiness bestowed by a small compliment.”
E’ ancora possibile riconoscersi nello sguardo e nelle parole altrui? E’ possibile aiutarsi a conoscersi meglio?
Regali o carezze verbali, gli uni; pugni o schiaffi, gli altri. Complimenti e insulti rappresentano i due poli opposti del continuum lungo il quale si dispiega l’interazione tra i membri di una comunità sociale. Da un lato cortesia, armonia, solidarietà, amore, aggregazione, dall’altro scortesia, aggressività, violenza verbale, disgregazione. I complimenti soddisfano il bisogno primario di essere apprezzati e ammirati, così come gli insulti permettono di dare sfogo a sentimenti di ostilità a livello verbale anziché fisico. Gli uni uniscono, gli altri dividono.
Nel nostro tempo, in cui si parla tanto di “haters”, dove possiamo collocare i “lovers”?
Il #LODATORIO nasce dall’idea che nella società italiana si stiano diffondendo le abitudini di essere imbarazzati o temere complimenti e, parallelamente, di essere restii ad elargirne. Così l’attrice Diana Dell’Erba ci accompagnerà e coinvolgerà in una performance, a tratti esperimento sociale, per riproporci il potere della parola e dell’azione e per interrogarci sulla percezione e sulle reazioni ai complimenti da parte del nostro popolo.